storie inventate

Dammi 5 parole e inventerò una storia #9bis

Ciao!

La prima parte di questa storia è stata creata con le parole suggerite da wwayne.

Poi un amica mi ha proposto di continuarla con altre 5 parole: morte, partire, remare, bizzarro, tuono.

Ecco il continuo….Buona lettura!

Mentre nella mia mente andava il film di noi 4 da vecchi, tant’è che ero persino arrivato ad immaginare il nostro funerale, vedo arrivare Rombo di tuono* tutto lucido dall’olio abbronzante.

Rombo di tuono è il classico tipo tutto muscoli e poco cervello, che va al mare con lo slippino verde fosforescente, tutto depilato, che ci prova con tutte.

Il Rodolfo Lavandino dei poveri.

Lo abbiamo soprannominato così perché a 13anni aveva rubato l’apecar smarmittata del nonno. Non sapeva che i freni non funzionassero bene. Tutto spavaldo l’accese, diede un accelerata che lo fece schizzare giù per la strada che attraversava il paese. Nel sentire il fracasso* tutti uscirono in strada per vedere cosa stesse succedendo.  L’ultima cosa che si sentì fu un rumore di ferraglia accartocciata perché Gino dal giorno Rombo di Tuono, era finito in cunetta.

Tornando alla spiaggia lui ci passo davanti, ci guardò dall’alto in basso come suo solito, prese il pattino e iniziò a remare*. E più remava e meno si spostava. Nessuno gli aveva fatto notare che ultimamente i pattini venivano legati a riva per non essere rubati. Tra le risate generali e qualcuno che faceva il video per poi diffonderlo tra gli amici, Rombo di tuono scappo dalla spiaggia il più velocemente possibile e con la testa china.

Persino Arturo, l’anziano più bizzarro* della spiaggia, si teneva all’ombrellone per non cadere a terra dalle risate. Avete presente mago merlino quando decide di scappare a Honolulu? Beh Arturo era uguale a lui ma con la barba più corta. Ormai il suo unico obbiettivo era non farsi trovare dalla signora con la falce. Devo dire che gli riusciva benissimo. Mi avvicinai a salutarlo. “Arturo, come va?”

“Bene! Oggi la morte non si è ancora fatta vedere, quindi va benissimo. Birretta?”

“Veramente dovrei rientrare con gli altri in paese. Vuoi un passaggio?”

Annuso l’aria e rispose ” si,si vengo con voi. Sento odore di falce e fruscio di saio nero. Ma ancora quella non mi avrà. Eheh non ha ancora capito che dovrà faticare per prendermi”.

Rientrammo in paese tutti assieme con Arturo addormentato che russava pesantemente nei sedili di dietro. Come facesse a russare cosi forte un uomo cosi magro e minuto non l’ho mai capito.

Salutammo quell’amabile vecchietto con la promessa di vederci l’anno prossimo dato che noi l’indomani saremmo dovuti partire*. “A presto Arturo, riguardati!”

“ Tranquilli ragazzi quella codarda non mi avrà, d’altronde non si è ancora fatta vedere!”

Ciao paese, noi torniamo in città ci vediamo la prossima estate.

 

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