esperienza sul campo

Perché scrivi?

“zia, zia, raccontami una storia intempestata!

tradotto: che faccia paura…..ma non troppo. Che includa un castello diroccato, un fantasma, una strega, incantesimi e sia breve. Credimi questa è la “cliente” più difficile da accontentare perché ho paura di spaventarla o di deluderla.

 Mi piace inventare e scrivere storie. O scrivere in generale. Che lo faccia per i grandi o per mia nipote. Ero la tipica ragazzina che aveva un diario segreto. Quindi scrivevo a volontà. Bene o male non saprei dirlo. Non ci badavo.

Più tardi iniziai col creare dei personaggi, ipotizzare i loro volti, le loro vite. L’ambiente che li circondava…e a tenere tutto nel cassetto.

Mi piace spaziare con la creatività. Sognare. Quando poi entro nel tunnel della fantasia le mie dita scorrono velocissime sulla tastiera.

Sopratutto quando riesco ad indovinare la musica da ascoltare mentre scrivo.

Perchè anche quella aiuta. Spesso riesco a trasmettere le emozioni che la musica, a sua volta, mi fa sentire in quello che sto scrivendo. Ovviamente è un’alchimia che non sempre accade.

A volte mi capita di dovermi concentrare un po’ di più e li l’unica cosa che voglio attorno a me è il silenzio più totale. Devo essere io, il mio pc, e il rumore delle mie dita sui tasti. Ora che ci penso pure questa è musica. Ha un ritmo tutto suo, ma è pur sempre musica.

E qui mi viene in mente la frase del film “la leggenda del pianista sull’oceano” quando Max, il trombettista si mette a suonare davanti alla guardia per salire sulla nave. Lui gli chiede cos’avesse appena suonato Max risponde”non lo so”. La guardia , per contro gli dice ” quando non sai cos’è allora è jazz!

 Il ticchettio delle mie dita sui tasti potrebbe essere la colonna sonora giusta dei momenti in cui la mia concentrazione va a mille e non c’è neanche bisogno di guardare la tastiera o lo schermo. Ma un punto a caso e lasciare che il tutto fluisca e appaia sullo schermo. Per poi rivederlo più e più volte prima di essere soddisfatta della versione finale. Lo diceva anche Hemingway

“scrivi da ubriaco, correggi da sobrio”.

Ovviamente non in senso letterale.

Che dicevo?

Ah si, chissà un giorno magari scrivere mi permetterà di pagare le bollette. So già che non sarà una cosa facile. Io intanto ci provo!

Buona scrittura&lettura!

Cicatryx

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