esperienza sul campo

Freelance & un pizzico di pazzia

Essere freelance non è facile come si pensa. Ci vuole molta autodisciplina, rigore e un pizzico di pazzia.

Molta autodisciplina perchè lavorando da casa il pensiero di stare a letto al calduccio sotto il piumone o di fare scorpacciata di serie tv o di fuggire al mare per una passeggiata è molto insistente e invitante. E anche perchè tutti lavorano per lo più la mattina, quindi per forza di cose la sveglia va impostata.

In molti pensano che essere freelance abbia solo dei vantaggi “lavori quando vuoi!”

Ehm, ma anche no… Quello forse lo si fa a certi livelli. Si, è un po’ più elastico ma mica tanto. Si diventa degli abili gestori del tempo e degli incastri come in quasi tutti i lavori. Probabilmente aver finito tetris da piccoli potrebbe tornare utile. L’esperienza aiuterà maggiormente.

Il freelance impavido, con il suo pc scintillante in una mano e il cuscino caldo dall’altra, ogni mattina si alza perchè sa che se non lavorerà in maniera rapida, veloce ed esaustiva, non solo ci sarà qualche cosa che non andrà, ma un concorrente (o competitor come dicono quelli bravi che parlano bene) lo batterà sulla quantità.

Ma lui/lei sa che la qualità paga più della quantità…Ok, ogni tanto cede alla quantità, ma non dimentica le regole basiche.

Il Freelance Herectus Sapiens si districa tra i social e i vari strumenti (tools) che tornano utili nel suo mestiere, in modo da conquistare visibilità e possibilmente nuovi clienti.

Non dimentica che il vecchio caro passa parola e spulciare qualche annuncio di lavoro, può tornare utile come il famoso tetris. Persino avere il profilo su Linkedin pare sia utile. Insomma essere come un polpo che riesce a gestire tutto. Oppure si può concentrare bene su di una cosa come a volersi specializzare.

Insomma tornano utili tutte quelle competenze imparate grazie alle esperienze che uno pensa che non gli serviranno mai e invece ora hanno persino un nome figo: Soft Skills.

Tu piazzi soft skills nel CV e pensi che oplà fioccheranno contratti con collaborazioni continuative che frutteranno un entrata continuativa ahahaah….ok si, a volte succede. Ma non perchè si aggiungono al CV le due parole. Non basta solo quello, ovvio. Ricordi impara larte e mettila da parte?! Ecco, diciamo che il principio è quello!

Il freelance riesce a fare il suo lavoro perchè gli piace così tanto che tira fuori risorse che neanche lui/lei sapeva di avere.  Tanto che quando arrivano le gratificazioni riesce a godersele a pieno perchè sa che sono più che meritate.

Riesce anche perchè ha un briciolo di pazzia che gli dà la capacità di andare avanti nel suo lavoro, che gli mette quel pepe nelle chiappotte.

Insomma io per ora questo mestiere non lo cambierei per nulla al mondo.

…a parte per collaudare materassi e ristoranti, a quello potrei cedere..

 

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C.

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2 pensieri riguardo “Freelance & un pizzico di pazzia”

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